TRAGEDIA A BORGORICCO: PRIMA MORTE BIANCA DEL 2026
Non è trascorsa nemmeno una settimana, e il nuovo anno ci porta già la prima, tragica morte bianca. E in questa per nulla invidiabile corsa, spetta al Veneto e alla provincia di Padova, piangere la prima vittima italiana del lavoro di questo 2026.
Un operaio di 65 anni, originario di Arsego, nell’Alta Padovana, è morto alla vigilia dell’Epifania intorno all’ora di pranzo. Stava lavorando con un furgone nel parcheggio della Rizzato, stabilimento di distribuzione di calzature, nel vicino comune di Borgoricco. Una morte che scuota il silenzio di una giornata semi-festiva in cui pochi, degli stabilimenti vicini, erano già ripartiti con le attività dopo le feste. La dinamica è ancora tutta da chiarire, l’unica certezza è che l’uomo, che ormai da qualche tempo era in pensione ma che prima che gli scadesse la patente del camion si impegnava ancora a dare una mano, è caduto dentro al compattatore della carta. Non si sa se abbia avuto un malore prima di cadere, o se la sua morte sia stata causata dallo schiacciamento nel macchinario: sarà presumibilmente l’autopsia a chiarirlo. Per ora, rimane l’angoscia di una famiglia e di una comunità: la vittima, sposato e padre di due figli, era molto conosciuta in paese. Tanto che tra i primi ad accorrere sul luogo della tragedia, è stato il primo cittadino che lo conosceva da una vita.
Una morte terribile. Per ore, i vigili del fuoco hanno lavorato in condizioni difficili, per estrarre la salma dal compattatore dei rifiuti. Un’operazione, lo scarico della carta e del cartone, che non competeva alla vittima, un’operazione che sembra non avesse mai fatto e non fosse un suo compito. Eppure stavolta, forse per rendersi disponibile in queste giornate post-festive in cui gli operai magari sono a scartamento ridotto, qualcosa è andato storto, fatalmente. L’ennesima vita spezzata sul lavoro. La prima di un 2026 che, appena iniziato, comincia già con una terribile morte che doveva essere evitata.