WEB E SOCIAL, DOVE IL CRIMINE ORA È ESIBIZIONISMO
È la rete a produrre la violenza, o è la violenza stessa a cercare l'approvazione su internet? Una domanda a cui è difficile rispondere, e che gli esperti al giorno d'oggi tendono ad identificare come un doppio binario. Nella maxi-operazione che ha portato le polizie di mezza Italia a spiccare perquisizioni, arresti, denunce e indagini a carico di centinaia - quasi migliaia - di giovanissimi sparsi per tutto il paese, un giro di vite epocale e sinora mai registrato in Italia contro la delinquenza giovanile e minorile, il ruolo dei social network è stato preponderante. Gli agenti hanno scandagliato centinaia di profili sui social, e alcuni sono arrivati persino a chiuderli e oscurarli. La rete per questi giovanissimi sta diventando un luogo di ritrovo e di confronto, purtroppo ormai anche quando si parla di reati.
Mostrarsi e cercare approvazione, col rischio poi che questa visibilità creai anche un fenomeno di emulazione. IL richiamo delle forze dell'ordine arriva oggi dove l'educazione non è ancora riuscita ad attecchire: in quei giovani che nemmeno si rendono conto di ciò che stanno facendo, e che magari vengono fermati dalla polizia e sono del tutto inconsapevoli.