A SAN DONÀ LE REGOLE “ANTI BURQA” È SUBITO BUFERA
Un nuovo regolamento comunale che non è ancora stato approvato, ma sta già dividendo e soffiando sul fuoco delle polemiche. A San Donà di Piave sta per giungere in consiglio comunale quello che è già stato ribattezzato “regolamento anti-burqa”: l'obbligo, per chi accede a particolari uffici, edifici o strutture pubbliche del territorio, di svelare il viso per essere identificato. E quindi che vale per burqa e niqab, i due abiti islamici che coprono integralmente le donne o lasciano scoperti solamente gli occhi. E vale pure per ogni altro tipo di abbigliamento che copra il volto e non permetta una chiara identificazione. Naturale che una decisione simile alimenti le polemiche e faccia gridare alla "sterzata a destra" dell'amministrazione, guidata dal sindaco moderato Alberto teso ma trainata soprattutto dai voti di Fratelli d'Italia.
"Avremo sensibilità, non violeremo la privacy delle persone", garantisce oggi il sindaco. Il regolamento comunale, che passando in commissione si prepara ad approdare poi al voto del consiglio, prevedrebbe che quando sia necessaria l’identificazione della persona e il volto non sia sufficientemente visibile, potrà essere richiesto di scoprirlo per il tempo necessario al riconoscimento. Una disposizione valida per chiunque, indipendentemente dalla natura religiosa, culturale o sanitaria dell’abbigliamento utilizzato. E sono previste anche garanzie per la dignità e la riservatezza della persona. Ma in giorni in cui si parla di stranieri a scuola e multe per chi indossa il burqa, è naturale che un provvedimento simile scateni feroci polemiche.