INFARTO, NUOVE LINEE GUIDA ARRIVANO DA PADOVA
Padova protagonista della cardiologia interventistica mondiale.
Da uno studio condotto su circa quattromila pazienti arriveranno le basi per le nuove linee guida europee sulla presa in carico e la cura dell’infarto.
A guidare la ricerca è il professor Giuseppe Tarantini, direttore della Cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, protagonista per il secondo anno consecutivo del Congresso della Società Europea di Cardiologia, il principale appuntamento mondiale dedicato alla salute del cuore.
La novità riguarda soprattutto il modo di intervenire dopo un infarto. Non basta più concentrarsi soltanto sull’arteria che ha provocato l’emergenza. I medici devono valutare l’intero sistema coronarico e intervenire anche sulle altre arterie quando il loro restringimento può realmente compromettere il flusso di sangue al cuore.
L'obiettivo è una cura più completa, ma anche più mirata: trattare ciò che rappresenta un vero pericolo e ridurre così il rischio di un nuovo infarto o di altri problemi cardiovascolari.
Cambia anche la strategia farmacologica dopo l’angioplastica e l’impianto di stent. Per i pazienti che rispondono ai criteri previsti e dopo un trattamento coronarico efficace, i nuovi dati indicano la possibilità di limitare a un mese la doppia terapia antiaggregante, passando poi a una terapia meno intensa.
Una scelta che può dimezzare circa il rischio di sanguinamenti importanti, senza perdere la protezione contro nuovi eventi ischemici.
L’infarto, del resto, resta la prima causa di morte nel mondo. E accanto a cure sempre più efficaci, diventa quindi fondamentale agire prima che l’emergenza si presenti: conoscere i propri fattori di rischio, controllarli e intervenire con la prevenzione.