ALPINI IN FESTA A GEMONA, A CINQUANT’ANNI DAL SISMA
A cinquant'anni dal devastante terremoto che nel 1976 colpì il Friuli, provocando quasi mille vittime e lasciando un segno indelebile nella memoria del Paese, Gemona del Friuli è tornata domenica ad essere il simbolo della rinascita e della solidarietà nazionale. E l'ha fatto, ospitando coloro che mezzo secolo fa si adoperarono, insieme ai volontari e ai soccorritori arrivati da tutta Italia, per salvare le valli martoriate dal sisma: il copro degli alpini. A Gemona si è chiuso domenica, con la tradizionale sfilata, il raduno triveneto delle penne nere: più di trentamila, a sfilare sezione dopo sezione, sotto il sole e tra due ali di folla. Tra le strade di Gemona è stata una festa, per tutto il fine settimana, tra le bandiere tricolori e la musica delle bande a risuonare lungo le vie sottolineando una volta l'orgoglio alpino, ma anche l'orgoglio nazionale in ricordo di un dramma, da cui il Friuli e l'Italia hanno saputo rialzarsi. A sorpresa, è arrivata anche la premier Meloni, che a proposito di orgoglio nazionale si è presa applausi e incitamenti soprattutto dopo gli schiaffi morali ricevuti da oltreoceano, e dalle sparate di Trump. "Diciamo che avevo bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale", ha detto la premier, accolta con entusiasmo dalle penne nere che salutano Gemona, con il simbolico passaggio della Stecca alla sezione di Treviso, che organizzerà la prossima adunata.