SANGUE SULLE STRADE: “NONCURANZA E POCHI CONTROLLI”
Nicolò avrebbe compiuto 24 anni giovedì prossimo: è morto a Jesolo, sabato notte, quando dopo una festa in discoteca perdendo la vita nella sua auto impazzita, che ha sfondato la staccionata ed è caduta nelle acque del Sile. Gabriele, 18enne veneziano di Ceggia, è spirato invece domenica pomeriggio nel Pordenonese, a Prata, dopo un terribile incidente in moto contro un’auto, mentre viaggiava in compagnia di alcuni amici centauri. Due giovanissime vittime, nel fine settimana veneto, un weekend che in tutto il paese ha lasciato dietro di sé una terrificante scia di lutti. A Ferrara, un frontale tra due automobili ha causato un morto, un ragazzo di origine tunisina, e tre feriti gravi. In Versilia un ragazzo è morto dopo essere finito con la sua moto contro un'auto che effettuava una pericolosissima inversione a U: i due alla guida sono scappati senza prestargli soccorso. Il più grave episodio è avvenuto però nel milanese, a Senago, dove tre ragazzini sono morti nell'auto inabissatasi nel canale. Troppe giovani vittime: ministeri dei trasporti e dell’interno si incontreranno a breve, per capire come intervenire.
Su quell'auto, una piccola utilitaria, viaggiavano in nove, stretti nello stesso abitacolo diventato una trappola mortale. Il guidatore, appena diciottenne era ubriaco. E allora il nodo è proprio questo: nonostante le regole, nonostante i controlli, nonostante l'omicidio stradale e le pene sempre più dure, perché si continua a morire per colpa di distrazioni, noncurante dei codici e banali errori al volante? L'associazione "Vittime della Strada" chiede che si dia un giro di vite a questo strazio.