TRUMP AFFOSSA SE STESSO CON I DAZI
Stamattina il mondo si è svegliato nella morsa commerciale americana.
Ieri sera il presidente americano Trump ha annunciato fieramente l’introduzione di una nuova pioggia di dazi, con una rapida risposta negativa delle borse e del valore del dollaro.
Durante la cerimonia per la “liberazione americana”, così Trump chiama la nuova era commerciale dominata dai dazi, il presidente ha introdotto tariffe commerciali mondiali.
Tutti i paesi sono stati colpiti con una tariffa base del 10%, percentuale che è aumentata per alcuni paesi.
Trump ha imposto il 20% per l’Unione Europea, il 34% per la Cina, mentre il Regno Unito ha ricevuto solamente la soglia minima del 10%, grazie alla relazione speciale che persiste tra i due Paesi.
Trump sta però perdendo consenso elettorale: il presidente si trova al punto più basso di popolarità dall’inizio del secondo mandato.
La causa è la politica economica, con i dazi che avranno effetti negativi sull’inflazione e la disoccupazione.
Da tenere conto, anche i licenziamenti in blocco messi in atto da Elon Musk, ora a capo di un ufficio governativo.
Musk ha di fatto sradicato la base elettorale di Trump, licenziando quella fetta di popolazione che ha costituito il consenso necessario per l’elezione del tycoon.
La premier italiana Meloni deve far fronte alla nuova ventata di dazi, e si prepara a incontrare il vicepresidente americano Vance, che si troverà in Italia per un viaggio pasquale.
L’incontro è atteso per il 18 aprile a Roma, e prima di quella data il governo italiano non prenderà alcun provvedimento di ritorsione.
La parola d’ordine rimane cautela per l’Italia, che ha in ballo 27mila posti di lavoro, messi a rischio dalle conseguenze della politica economica degli Stati Uniti, nostro alleato.