GIOVANI E VIOLENZA DI GENERE: ABBIAMO UN PROBLEMA
Si è rivolta ai Carabinieri dicendo di avere preoccupazione per le sorti della figlia, vittima di continue vessazioni da parte del compagno, al punto da essere stata costretta ad allontanarsi dalla casa in cui vivevano insieme.
E i timori della donna, purtroppo, erano fondati. Le indagini dei Militari hanno permesso di appurare che le violenze da parte dell’uomo sulla sua compagna proseguivano almeno da dicembre: la minacciava, anche di morte, ed era arrivato anche ad aggredirla fisicamente in più occasioni.
Era geloso e possessivo, le aveva addirittura distrutto il cellulare per vietarle di utilizzarlo. E se avesse dovuto effettuare delle telefonate, avrebbe dovuto usare quello dell’uomo.
E così lui, un 24enne, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e condotto in carcere.
Una vicenda resa nota a poche ore da altre due storie sfociate però in tragedia. Ma ad accomunarle c’è l’età giovane dei protagonisti: Sara Campanella e Ilaria Sula, studentesse 22enni uccise rispettivamente a Messina e a Roma. Per la morte della prima è accusato un 27enne che da tempo non accettava i suoi no. Per quella della seconda, il fidanzato 23enne.
E proprio mercoledì sera migliaia di persone sono scese in piazza a Roma per manifestare contro la violenza maschile sulle donne. Una marea umana che ha percorso le strade di San Lorenzo, il quartiere in cui abitava Ilaria Sula.
Poche ore prima, invece, a dedicare un momento di ricordo a Ilaria erano stati studentesse e studenti dell’Università La Sapienza di Roma.
Vicende che di nuovo riaccendono i riflettori su quanto poco ancora oggi si stia facendo nelle nostre scuole e nelle nostre università per combattere la violenza di genere. Episodi, come quello di Giulia Cecchettin, che vedono drammaticamente protagonisti sempre più giovani.