MELONI: "ITALIA NON DIROTTERÀ FONDI IN NUOVE ARMI"
La premier italiana Giorgia Meloni parla così, da Bruxelles, il giorno dopo l'approvazione del piano Ursula per il riarmo europeo dei 27 paesi riuniti in Consiglio straordinario. Passa il riarmo europeo, ma non passeranno nuove armi sul suolo italiano: questo, in sostanza, è il messaggio di Roma agli alleati. Il tutto, in un quadro sempre più teso in cui , nell'ordine: La Francia offre all'Europa l'ombrello nucleare, Putin risponde attaccando Macron e additandolo a nuovo Napoleone, il premier transalpino risponde e dà allo zar dell'imperialista revisionista, e ribadendo che Mosca è "una minaccia esistenziale" per l'Unione. Al vertice straordinario di Bruxelles si pensa intanto alle armi. Via libera, dai leader europei, al proposito di «continuare ad aumentare in maniera sostanziale le spese per la difesa e la sicurezza», compresa la la possibilità di riaprire il Patto di stabilità per escludere gli investimenti militari dal calcolo del deficit. Curiosamente, la principale sostenitrice di questa idea è quella stessa Germania che fino a ieri pomeriggio si batteva strenuamente sull'altare del bilancio dei singoli stati. Ça va sans dire. Il via libera arrivato da Bruxelles non significa però che da oggi in poi i 27 stati investiranno in armamenti, bensì che - se vogliono - possono farlo.
Sulla stessa lunghezza d'onda, è arrivato dall'estremo oriente anche il monito del Capo dello Stato, in visita di stato in Giappone: "Forze italiane in Ucraina? Non siamo ancora a questo punto, non sono neanche iniziati i negoziati di pace. Parlare di quello che avverrà come soluzioni è totalmente fuori dal momento", ha detto Mattarella. "E' evidente che una soluzione di pace deve essere circondata da garanzie che non si riprendano le ostilità e quindi garanzia di sicurezza. Ed essendo la Russia molto più potente e molto più armata dell'Ucraina significa garanzie di sicurezza per la sicurezza dell'Ucraina".