PER LA PACE IN UCRAINA, SERVONO I SOLDATI EUROPEI?
Una pace "giusta" e a mano armata di cui l'Europa - o almeno "una coalizione di volenterosi" europei - è disposta ad assumersi "il grosso del peso", a patto di ritrovare l'appoggio degli Stati Uniti. È questo il messaggio pro Kiev partorito dal vertice di domenica a Londra, una risposta degli alleati agli strappi di Donald Trump: pace sì, ma mai senza l'appoggio degli Usa e mai a favore di Putin. proposta che si traduce in una nuova bozza di piano di pace per l'Ucraina promossa da Regno Unito e Francia, con il coinvolgimento di Kiev e magari di un paio di altri Paesi europei al momento imprecisati. L'Italia, l’ha detto la premier Giorgia Meloni dopo aver incontrato anche Zelensky per un bilaterale con l'Ucraina a Londra, non invierà propri militari sul campo, e continuerà a proporre un vertice tra Europa e Stati Uniti per ritrovare la coesione persa venerdì dopo l'attacco frontale degli Usa all'Ucraina, nello studio ovale della casa Bianca.
Meloni si è imbarcata in un' impresa: tenere unite, se non addirittura ricucire, le due sponde dell'Atlantico. E farlo in una situazione in cui gli obiettivi sono opposti, lo dimostrano i fatti: l’Europa vuole scongiurare a tutti i costi la guerra con Putin, Trump sta soffiando sulle braci perchè da una guerra dall’altra parte del mondo ha solo che da guadagnarci. Tenere insieme due cavalli che tirano da due parti opposte non sarà facile per Meloni. In un paese, l'Italia, in cui in oltre 35 piazze domenica si è sentita la voce delle opposizioni ma anche di una larga fetta della società civile, riunite in pacifiche manifestazioni accomunate dallo stesso monito, ben chiaro: sempre a fianco di Kiev, per un'Ucraina quanto prima nell'Unione Europea. Da Milano a Torino, da Padova a Roma. Con gli italiani, hanno sfilato nella capitale anche molti appartenenti all'associazione ucraina in Italia.