SUI BINARI D'ITALIA SOLO I PROBLEMI SONO PUNTUALI
Quella di domenica è stata un'altra giornata di passione, l’ennesima, per chi aveva deciso di viaggiare in treno in giro per l'Italia. Ha colto ancora una volta nel segno, lo sciopero – il quinto negli ultimi pochi mesi – indetto dai sindacati di base Cub, Sgb ed Usb. Una serrata che per quasi tuta la giornata di domenica ha causato pesanti disagi: l’apice, alla stazione di Padova, si è registrato in mattinata quando per alcune ore sul tabellone non si trovava nemmeno un convoglio, tutti quelli previsti erano stati cancellati. Sia i regionali veloci che quelli più lenti sono stati fermi, e così pure alcune Frecce di Trenitalia, meglio invece la situazione sui convogli di Italo che hanno viaggiato quasi regolarmente. Ma che costa sta accadendo, in questo autunno e inverno caldissimi per le ferrovie italiane?
Dal punto di vista sindacale, la mobilitazione da mesi è importante perchè i lavoratori chiedono stipendi più alti, turni più umani e maggiore sicurezza nei convogli: vertenze che il gruppo Fs per ora si ostina a non ascoltare.
C'è però un altro elemento che pesa, ogni volta che si registra un disguido tecnico sulla rete: dal celebre chiodo, alla catena ritrovata sui cavi dell'alta tensione a Montagnana, la rete non riesce ad assorbire eventuali problemi perché è disseminata di cantieri del PNRR, per migliorare le linee. Nei decenni scorsi, le ferrovie sono sempre state sacrificate a favore del trasporto aereo e su gomma. Oggi, anche se si cerca di migliorare la situazione, i nodi vengono al pettine, e sono destinati ad arrivarci sempre di più in futuro, ora che i soldi per l'ordinaria amministrazione si stanno dirottando sul Ponte di Messina. E il ministro Salvini, che fa? Ogni qual volta che c'è un problema alle ferrovie, sparisce e non fornisce spiegazioni immediate, soprattutto sulle soluzioni. E l'unica cosa che fa è gridare al complotto. Non sarà certamente colpa sua, tutto ciò che sta avvenendo, ma possiamo sicuramente dire che il suo ce lo sta mettendo eccome.