TURISMO, DOVE SONO I GIOVANI?
Arriva puntuale, come ogni anno, il dibattito sull’occupazione giovanile nel settore turistico: la stagione punta ad avviare i preparativi, e già ci si domanda se dovremo fare i conti con la mancanza di personale.
Ma quali sono le cause? Sfruttamento, bornout e formazione obsoleta: il lavoro c’è, ma in Italia gli stipendi sono tra i più bassi, a fronte, però, di turni di lavoro che toccano anche le 12 ore giornaliere in piena stagione.
I contratti, quando ci sono, non garantiscono poi un’adeguata turnazione tra i dipendenti, che il più delle volte non hanno diritto ad alcun giorno di riposo.
Ad essere fallace, poi, è anche la formazione: giovani che intraprendono un percorso di istruzione alberghiera ce ne sono, ma la didattica è antiquata e troppo astratta. Usciti dalla aule, infatti, i futuri professionisti dell’accoglienza si imbattono in una realtà a cui la scuola non li aveva preparati.
Stando alle parole di Valerio Beltrami, Presidente nazionale di AMIRA, l’Associazione maitre italiani, ristoranti e alberghi, è doveroso cambiare l’intero sistema per tornare a far innamorare i ragazzi di un percorso tanto prezioso per il Paese quanto soddisfacente.
Se è vero, dunque, che il turismo è una risorsa preziosa per la Penisola e per il Veneto nello specifico, è anche vero che a far fiorire questa risorsa sono i suoi operatori, che vanno difesi e tutelati.