DECRETO SICUREZZA, A PADOVA VERTICE PER LE SCUOLE
La stretta sui giovani arriva col decreto sicurezza del Governo. Stop alla vendita di lame e coltelli ai minori di 18 anni, anche attraverso i portali online di acquisto, e in caso di contravvenzione della norma da parte di minorenni, i genitori saranno chiamati a pagare un'ammenda da 200 a mille euro.
Sono queste, le due principali regole introdotte dal Consigli dei Ministri per arginare il disagio giovanile e il fenomeno di adolescenti beccati sempre più spesso a portare e detenere coltelli, persino tra i banchi di scuola. E proprio gli istituti scolastici, insieme alle Prefetture e alle forze dell'ordine, diventano perciò determinanti, da ora in avanti, come sentinelle del rispetto delle norme ma soprattutto come portatori di un modello educativo positivo.
Sull'onda delle nuove leggi, e delle circolari emanate poi dai Ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, a Padova è andata in scena una riunione che ha coinvolto proprio il prefetto, le forze dell'ordine, e l'ufficio scolastico provinciale.
Si è trattato di un primo incontro di confronto e interlocutorio, tra tutti i soggetti coinvolti, per fare il punto sulle azioni di prevenzione e di contrasto ai fenomeni di illegalità già messi in atto, in tutto il territorio, come gli appuntamenti di educazione sul bullismo e i controlli delle forze di polizia dentro e fuori le scuole della provincia padovana. Le istituzioni, però, si rivedranno ancora tra una decina di giorni, per fissare eventualmente una strategia più precisa per intercettare situazioni di disagio e di marginalità. Ma da ora in poi bisognerà fare di più, anche perché il decreto sicurezza prevede persino la possibilità di installare metal detector all'ingresso delle scuole. Eventualità che non è entrata però sul tavolo della Prefettura: in questo caso, la possibilità verrà data direttamente ai dirigenti scolastici, in caso lo ritengano necessario, ma dovrà essere poi richiesta e applicata direttamente dalle forze dell'ordine. Non potranno essere i bidelli e il personale interno, evidentemente, a gestire la sicurezza agli accessi: questo prevede la normativa. Per ora si procederà perciò a potenziare i percorsi di educazione e sensibilizzazione, con corsi e appuntamenti sul bullismo, il cyberbullismo, la violenza di genere e l'uso di sostanze stupefacenti.