RAFFICA DI CONTROLLI DELLA POLIZIA ALL'ARCELLA
Più controlli, più pattuglie e una presenza costante sul territorio. Per il quartiere Arcella di Padova è stato un mese di luglio con i riflettori puntati. “Colpa” di tre distinti episodi di cronaca in altrettanti giorni all’inizio del mese che hanno alzato il livello di guardia.
Un’aggressione a colpi di machete, un tentato omicidio in via Dalmazia e pure l’episodio in stile “stesa napoletana”: una vera e propria intimidazione con colpi di pistola sparati in aria da un’auto in corsa per rivendicare il controllo del territorio.
Tre fatti che hanno portato la Questura a concentrarsi sul ripristino della legalità all’Arcella.
Il bilancio del mese parla di quasi 3 mila persone controllate, 670 delle quali con precedenti di polizia, e tre arresti per reati legati agli stupefacenti, alle armi e contro la persona.
E poi il costante dialogo con i commercianti, che lamentano soprattutto nei fine settimana episodi di disturbo della quiete pubblica da parte di gruppi di giovani.
Un quartiere, l’Arcella, più volte salito agli onori delle cronache per le tematiche legate alla sicurezza, e che l’anno scorso ha sperimentato per diversi mesi la cosiddetta “zona rossa”, oggi invece limitata solo al comparto della stazione ferroviaria.
Una “zona a vigilanza rafforzata”, questo il termine corretto, che aveva causato polemiche a Padova, tra chi riteneva necessario l’aumento dei controlli e chi invece temeva che rafforzasse lo stigma di “quartiere insicuro”.
Ma l’Arcella dunque è realmente più insicura rispetto ad altre zone della città?
12 mila le persone controllate in Arcella dall’inizio dell’anno, con un bilancio di 38 indagate in stato di libertà e sei arrestate.