REFERENDUM GIUSTIZIA, IL FRONTE DEL NO
Nasce anche a Padova il movimento per il No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati in programma i prossimi 22 e 23 marzo.
Già più di seicento persone, in città, hanno firmato all’appello per il “No” lanciato, tra gli altri, dall’ex Rettore dell’Università Vincenzo Milanesi e dall’ex Sindaco Flavio Zanonato.
In caso di vittoria del sì, le funzioni di giudice e pubblico ministero sarebbero una volta per tutte divise. Il magistrato sarà chiamato a scegliere fin da subito quale delle due carriere intraprendere e non potrà cambiare. Anche se ad oggi si assiste ad un cambio di funzione solo nello 0,5% dei casi.
La riforma, se venisse approvata, porterebbe poi ad uno sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura: quello giudicante – dei giudici, appunto – e quello inquirente – dei pubblici ministeri. I membri togati dei due Csm sarebbero estratti a sorte tra i magistrati.
Un potere giudiziario più assoggettato al Governo? Per i sostenitori del No, il rischio ci sarebbe
Un referendum che, infine, non risolverebbe i veri problemi della giustizia, a partire dai tempi troppo lunghi dei processi.