SCONTRO ALL’ARCELLA: IL PEDRO QUERELA I CARABINIERI
Il bilancio conclusivo, dopo la serata di tensione in via Annibale da Bassano tra antagonisti e forze dell'ordine, è di quattro fermati tra gli attivisti del centro sociale Pedro che, dopo un giorno in camera di sicurezza e dopo l'udienza per direttissima, sono stati rimessi in libertà in attesa del processo e sottoposti alla misura cautelare dell'obbligo di dimora. Una vicenda destinata a non chiudersi qui, anche nel dibattito cittadino, perché i nuovi elementi sul tavolo sono due: il video divulgato dagli attivisti, in primis, ma poi anche la querela che verrà sporta nei confronti dei Carabinieri. Non c'è stato accerchiamento, non c'è stata nessuna azione di resistenza alle gazzelle, dicono i rappresentanti del Pedro. Anzi: nonostante l'identificazione e la perquisizione all'auto fossero scivolate via senza problemi, all'arrivo di altri componenti del gruppo da un'assemblea appena poco distante sarebbero stati i Carabinieri stessi, senza alcun preavviso, a scatenare una violenza e una furia immotivata sui presenti.
"Sporgeremo una querela contro i Carabinieri per abuso di potere", annunciano i pedrini. Quanto compiuto l'altra sera, dicono i ragazzi, è stato un pestaggio immotivato e ingiustificato. Un'operazione di polizia condotta in stile ICE, come la polizia anti-migranti di Trump, che immobilizza e prevarica legittimata dl potere politico dello stato.
Uno dei quatto ragazzi fermati racconta la sua nottata in caserma, racconta le condizioni vomitevoli delle celle di sicurezza sporche di sangue. Racconta delle parole di disprezzo ascoltate dal di fuori, chissà se indirizzate proprio a loro. Mostra le ferite sue, e degli altri attivisti finiti - versione loro - nel mirino dei carabinieri. I quali, dal comando provinciale di Padova, per ora si limitano a confermare la versione comunicata col primo dispaccio di giovedì, senza aggiungere ulteriori elementi a quelli che però sono già in mano al magistrato: l'Arma continua a ribadire che la volante è stata accerchiata, e che i militari sono stati aggrediti per impedire che facessero il loro controllo tanto che riportare sette uomini feriti. Un'azione che però ora ha anche un risvolto politico, perché dal Pedro arriva un'invettiva diretta: la strategia che da qualche mese imperversa per Padova, dicono, sarebbe manovrata dal senatore leghista Andrea Ostellari, padovano e sottosegretario alla giustizia. Sarebbe lui, insieme alla destra al governo, a manovrare zone rosse e controlli di polizia a tappeto, quasi a dare l'illusione (in vista delle elezioni del prossimo anno) che Padova sia diventata una città insicura.