ITALIA: PRATICAMENTE UNA PORTAEREI US ARMY
Sale il livello d’allarme nelle caserme Statunitensi situate per lo più nel Nord Est dell’Italia. Una presenza ingombrante, data la situazione del Golfo, eredità del secondo conflitto bellico e per la nostra appartenenza alla Nato. Le principali sono situate nel vicentino dove troviamo; l’Ederle, la caserma Miotto ex Pluto, Del Din nel vecchio aeroporto Dal Molin, sembra quasi uno scioglilingua ma non c’è nulla da scherzare. Stiamo parlando di depositi di testate nucleari come nel caso di Ghedi nel bresciano, di truppe opertive o Camp Darby a Pisa che però risponde sempre al comando di Vicenza. Senza tralsciare Gaeta, Sigonella nel catanese da dove partono droni e aerei, Niscemi radar per l’area del Mediterraneo per ritornare poi al Nord in FVG con Aviano che opiterebbe una dozzina di F16. L’italia in pratica è una portaerei americana con 40 navi e 175 aerei da combattimento e da trasporto e i suoi soldati circa 13 mila saranno naturalmente i primi movimentati in caso di necessità data l’escalations delle tensioni in medio oriente. Nel frattempo parlando di soldati stava passando in sordina la vicenda di una 15ina di soldati trevigiani di istanza a Istrana asserragliati sotto le bombe iraniane in un bunker nel Kuwait nella base di Alì Al Salem .“Stiamo tornando a casa”, questo il messaggio dopo giorni di silenzio alle famiglie in apprensione, un silenzio causato dalle difficoltà nelle comunicazioni bloccate dalle spesse pareti dei rifugi sotterranei. I nostri militari erano di supporto alle truppe americane e la pesante controffensiva iraniana all’attacco isrelo statunitense li ha investiti. L’incubo però sarebbe finito.