L'IMPORTANZA DEL DONO: IL 16 APRILE IL DONATION DAY
Giovedì prossimo, 16 aprile, il Veneto ha indetto il D-Day, dedicato alla sensibilizzazione sul trapianto e la donazione degli organi. Un tema che richiama alla morte, inevitabilmente, e che forse proprio per questo, quasi per esorcizzarla, troppo spesso viene accantonato dai pensieri del cittadino medio. Ne è evidenza il fatto che, più passa il tempo, più spesso alle anagrafi si incontrano casi di diniego, alla donazione degli organi. E per questo il Veneto ha deciso di istituire un Donation Day che vada a creare una coscienza su un tema cruciale, cardine per la sopravvivenza di centinaia di persone.
Per tutta la giornata del Donation Day, in tutto il territorio regionale tra ospedali, luoghi di cura e non solo, si svolgeranno momenti di sensibilizzazione e di informazione ai cittadini. E tra i testimonial ci sarà anche Mirko Bernardinello, rodigino 48enne che due anni fa fu il primo trapiantato in Italia da cuore fermo e che oggi racconta la sua storia di coraggio in un libro, il cui ricavato va in beneficenza. Una rivoluzione medica che però porta anche il nome del medico che lo operò, il professor Gino Gerosa, oggi assessore veneto alla sanità.
Più di ogni altro aspetto, contano i numeri: in Veneto nel 2025 si sono battuti tutti i record di donazioni, con ben 788 trapianti realizzati, il tasso più elevato tra le regioni italiane. Ma in tutto il paese ci sono ancora oltre 8 mila pazienti in attesa di un trapianto salvavita, per questo è fondamentale diffondere la cultura del dono: un grande gesto di solidarietà e altruismo, che consente il rispetto della scelta e solleva gli affetti più vicini, famiglia e parenti, dalla responsabilità di dovere scegliere nel momento peggiore.