MORTI BIANCHE: “SICUREZZA SIA UN FATTO CULTURALE”
Sette morti sul lavoro in Veneto dall’inizio dell’anno. L’ultimo lunedì mattina, un ragazzo di soli 22 anni che ha perso la vita nel tentativo di rabboccare un macchinario sul quale stava operando all’interno di un’azienda di Selvazzano, nel padovano.
E’ un inizio di 2026 drammatico sul fronte della sicurezza sul lavoro, dopo che già l’anno scorso aveva fatto segnare numeri da capogiro, con 111 morti in soli 12 mesi.
Una piaga che non si arresta e che, soprattutto, non vede di anno in anno miglioramenti significativi.
I sindacati chiedono l’istituzione di una procura speciale, dedicata solo alle morti sul lavoro, e invocano nuove assunzioni allo Spisal.
Sono 32 i tecnici della prevenzione che lavorano nello Spisal dell’Ulss 6 Euganea. Nove di loro, però, dalle prossime settimane lasceranno l’incarico per andare a lavorare in altri enti pubblici. Posizioni con uno stipendio maggiore e senza reperibilità, fa sapere l’azienda.
Al loro posto l’organico dello Spisal padovano vedrà sette nuove assunzioni. Si occuperanno di formazione, di ispezione nei luoghi di lavoro e parteciperanno alle indagini in caso di futuri nuovi incidenti sul lavoro.
Non basta, però, la sicurezza sul lavoro prima di tutto, deve diventare una questione culturale.