PASSA IL BILANCIO REGIONALE, MA SENZA FORZA ITALIA
In Consiglio regionale arriva il via libera alla manovra di bilancio. Un bilancio da oltre 18 miliardi di euro per il 2025, e un'approvazione arrivata dopo due gironi di trattative ed emendamenti, con il previsto aumento dell'Irap. Per circa 185 mila imprese venete rappresenterà un piccolo sacrificio, ha spiegato la Giunta nei mesi scorsi, tra lo 0,1 e lo 0,5% in più. Fondi, però, necessari a garantire alle casse regionali circa 80 milioni di euro in più e un po' di ossigeno alle casse della Regione.
Oltre alle spese per sanità e sociale, che coprono da sole più della metà del bilancio, tanti piccoli provvedimenti nel collegato hanno portato ad emendamenti e ritocchi alle voci di spesa: dai 20 milioni per i beni culturali, agli oltre 10 per il sostegno alle attività sportive, dai 50 milioni di euro per i lavori alla statale 308 del Santo, fino agli emendamenti più piccoli come per esempio il progetto pilota di inclusione abitativa delle persone anziani di co-housing. Tante, le voci di spesa entrate a far parte della legge di stabilità regionale. Un bilancio che, però, per conseguenza ha anche sfilacciato la maggioranza.
Forza Italia, che a Palazzo Ferro Fini conta due consiglieri, in segno di disaccordo con la maggioranza non ha votato l'approvazione della manovra, per dimostrare il proprio disappunto per l'aumento dell'Irap voluto dalla Giunta regionale. "Questo aumento dell'Irap rischi di diventare strutturale", hanno detto in aula, temendo che la pressione fiscale non salga solamente nel bilancio di quest'anno.
E la reazione della Lega è stata ferma e risoluta: gli azzurri sono fuori dalla maggioranza consiliare. Per questo, ogni proposta di emendamento poi formulata dai due consiglieri forzisti non è stata nemmeno presa in considerazione. C'è da capire come proseguirà il percorso in aula di Elisa Venturini e Alberto Bozza, ma è evidente che i dissidi tra il Carroccio e Forza Italia, da tempo emersi a livello nazionale e trascinati in Veneto dal dissidente Flavio Tosi, e da una lunga scia di ex leghisti che hanno abbandonato la linea salviniana, ora si sia fatta notare anche nelle sale veneziane. All'orizzonte c'è una corsa, quella per le prossime regionali in Veneto, che probabilmente vedrà il traguardo nella primavera 2026, dopo le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, ma che già da mesi vede fronteggiarsi Fratelli d'Italia e Lega che rivendicano la leadership nel centrodestra. Cosa che Forza Italia verosimilmente in Veneto non può pretendere, ma sul dove farà confluire i propri voti la partita è d'ora in avanti apertissima.