SERGIU, UCCISO A MIRA: SI CERCA L’ARMA NEL CANALE
Quello che inizialmente era apparso a tutti come un foro di proiettile alla tempia, col tempo ha assunto connotati che hanno fatto ipotizzare agli inquirenti anche il possibile utilizzo di un'arma diversa. Una forte picconata in testa, un corpo contundente appuntito: qualcosa di letale, in ogni caso, che ha colpito alla testa il 25enne moldavo Sergiu Tarna, residente a Chirignago, e che l'ha lasciato esanime lì, nei campi di Mira, dove poi sarebbe stato trovato per caso da un passante la mattina dell'ultimo dell'anno. L'autopsia sul cadavere ritrovato in aperta campagna è stata effettuata venerdì, ma non ha ancora fugato ogni dubbio. Però ha permesso di stabilirne l'ora della morte, sopraggiunta probabilmente nella tarda serata o nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, poche ore prima che il corpo venisse ritrovato.
Quel suo corpo, ritrovato nel gelido mattino del 31 dicembre da un fotoamatore che andava a caccia di aironi e ibis, in un campo sperduto al confine tra Mira e Venezia, era riverso su un fianco, abbandonato tra l’erba bassa in una zona dove arriva solo una strada senza uscita che conduce ad alcune case, lunga quasi tre chilometri. Non un posto, insomma, dove qualcuno poteva transitare per caso. Sergiu aveva una ferita alla tempia sinistra, indossava ancora gli abiti da cameriere con cui la sera del 30 dicembre era stato visto uscire dal bar in cui aveva lavorato in via Lazzari, a Mestre. Dopo aver staccato, insieme ad un amico, altro dipendente del locale, aveva fatto una capatina in un vicino ristorante di sushi per chiedere se avessero bisogno di personale. Lui, in città da poco, aveva bisogno di guadagnarsi da vivere. Poi però, non si sa come sia finito nei campi a Malcontenta, e soprattutto chi e che cosa lo abbia ucciso.
Il suo amico, così come altri conoscenti e colleghi, sono stati sentiti dagli inquirenti che cercano di ricostruire proprio le ultime ore di vita del ragazzo. La prima ricostruzione del medico legale sul luogo del ritrovamento, aveva fatto ipotizzare un colpo di arma da fuoco, ma col passare dei gironi altre ipotesi si sono fatte strada. Come gli inquirenti seguono diverse piste, ma si concentrano soprattutto su quella della droga. I vigili del fuoco di Mestre venerdì mattina hanno dragato il canale che scorre vicino al ritrovamento del corpo, ma l'arma con la quale è stato ucciso, che sia una pistola, un piccone o un martello, non è stata ancora ritrovata.