TV7 NEXT - AI: CONOSCERE IL DEBITO COGNITIVO
L’intelligenza artificiale può modificare il modo in cui pensiamo? È la domanda al centro di uno studio del MIT che introduce il concetto di “debito cognitivo”.
L’idea è che l’uso costante di strumenti di AI generativa – capaci di scrivere, sintetizzare e analizzare informazioni – possa ridurre l’esercizio di alcune funzioni cognitive se utilizzati come sostituti del ragionamento.
Cosa significa debito cognitivo
Il debito cognitivo non indica una perdita di intelligenza, ma un cambiamento nei processi mentali. Se una tecnologia produce risposte immediate, l’essere umano tende a ridurre il tempo dedicato alla costruzione autonoma del pensiero.
La comodità diventa efficienza, ma può trasformarsi in abitudine. E l’abitudine, nel tempo, può ridurre l’allenamento mentale.
È un fenomeno già osservato con altre tecnologie. L’introduzione della calcolatrice e di internet ha cambiato il modo in cui utilizziamo memoria e calcolo, senza eliminarli.
L’AI generativa però rappresenta un salto ulteriore: produce contenuti complessi e strutturati, incidendo direttamente sulle attività cognitive superiori.
Opportunità o rischio?
La questione non è demonizzare la tecnologia. L’AI può potenziare produttività e apprendimento. Ma l’uso passivo può creare dipendenza funzionale.
Il punto centrale diventa l’educazione all’uso consapevole. Nelle scuole, nelle università, nelle aziende, l’AI deve essere uno strumento di supporto, non un sostituto permanente del pensiero critico.
La vera sfida non è fermare l’intelligenza artificiale. È mantenere allenata l’intelligenza umana.
Servizio a cura di Claudia Chasen redazione Tv7