TV7 NEXT - COME SI FERMA IL CLIMA
La crisi climatica non è più una previsione astratta, ma una variabile che incide già sull’economia, sulla salute e sulla qualità della vita. Secondo il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, senza interventi strutturali l’Italia rischia una perdita significativa di prodotto interno lordo entro il 2050. La buona notizia è che mitigazione e adattamento possono ridurre drasticamente questi impatti.
Economia, lavoro e disuguaglianze
Il riscaldamento globale incide sulla produttività, soprattutto a causa dello stress termico e dell’aumento delle notti calde. Le regioni meridionali risultano più esposte, con un ampliamento previsto delle disuguaglianze territoriali. Agire oggi significa evitare costi economici e sociali molto più elevati domani.
Il turismo è fortemente legato al comfort climatico. Temperature più elevate, erosione delle coste e riduzione dell’innevamento mettono a rischio sia le località balneari sia quelle montane. In agricoltura, stress idrico, nuovi parassiti e incendi più frequenti riducono rese e valore fondiario, con effetti diretti sui prezzi finali.
Le soluzioni passano dalla transizione energetica: più fonti rinnovabili, reti resilienti, uscita progressiva dai combustibili fossili. Le città richiedono una profonda riqualificazione degli edifici, più verde urbano e mobilità elettrica. L’elettrificazione dei trasporti pubblici e privati, insieme allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, è una leva centrale.
Acqua, coste e politiche pubbliche
Ridurre le perdite idriche, oggi superiori al 40%, e proteggere le coste dall’innalzamento del mare sono priorità non rinviabili. Tutto questo richiede risorse, competenze e una governance più efficace, capace di coordinare investimenti pubblici e privati.
Le soluzioni per arginare la crisi climatica non mancano. La vera scelta è se usarle adesso o pagarne il prezzo più avanti.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.