CONTROLLI A MESTRE, STRETTA SULLA SICUREZZA
Una serata di controlli mirati, iniziata nel tardo pomeriggio e proseguita fino a notte inoltrata, in alcune delle aree più delicate di Mestre.
Da via Piave alla Gazzera, passando per il sottopasso di via Giustizia e Villa Ceresa, la Polizia Locale ha messo in campo posti di controllo, pattugliamenti a piedi e in auto e l'unità cinofila.
In via Piave, all'angolo con via Ortigara, gli agenti hanno fermato i veicoli in transito, verificando conducenti e passeggeri, mentre i controlli si sono estesi anche ai pedoni e alle strade vicine ai giardini pubblici.
Un'area, quella di via Piave e del vicino Corso del Popolo, considerata tra le più delicate sul fronte dello spaccio e della criminalità e da tempo al centro delle segnalazioni di residenti e commercianti, che chiedono una presenza più costante e capillare delle forze dell'ordine.
I controlli sono poi proseguiti nella zona del sottopasso di via Giustizia e lungo il percorso verso Villa Ceresa, con ulteriori identificazioni. Ultima tappa alla Gazzera, nell'area della chiesa di Santa Barbara, dove è stato controllato anche un pubblico esercizio.
Alle operazioni hanno preso parte anche il sindaco di Venezia Simone Venturini e la vicesindaca con delega alla Sicurezza Francesca Zaccariotto.
Nel corso della serata sono state identificate alcune decine di persone. I controlli, fanno sapere dal Comune, saranno ripetuti anche a sorpresa in altri quartieri della terraferma e nella città d'acqua.
Un'azione che arriva in un territorio dove la richiesta di sicurezza resta forte. E ora la città auspica che interventi di questo tipo possano proseguire nel tempo, con una presenza costante e non soltanto legata a operazioni straordinarie.
Per affrontare il tema della sicurezza, però, il quadro è più ampio: accanto ai controlli e alla presenza delle forze dell'ordine, serve un piano a tutto tondo che consideri anche la riqualificazione delle aree più degradate, la cura degli spazi pubblici e interventi sul sociale capaci di affrontare le situazioni di marginalità.
Perché la sicurezza passa anche dalla capacità di rendere i quartieri più vivibili, presidiati e inclusivi.