MAL’ARIA IN VENETO, LEGAMBIENTE: OBIETTIVI LONTANI
Il dati nel nuovo report di Legambiente “Mal’Aria di città” confermano i miglioramenti della qualità dell’aria nel territorio veneto, ma l’obiettivo fissato al 2030 resta ancora lontano. I livelli registrati dalle centraline di monitoraggio dell’Arpav seppur in linea con la normativa attuale e con diminuzioni dei valori medi per tutte le città capoluogo di provincia della nostra Regione, sono lontani da quelli della nuova normativa europea e, soprattutto, dai livelli capaci di garantire il benessere e la salute dei cittadini suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Sono tre le città venete che hanno superato il limite di legge con almeno una delle centraline di monitoraggio ufficiali gestite da Arpav: a guidare la classifica è Verona con 49 sforamenti, seguono Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni oltre il limite di legge. I dati raccolti su Padova, Treviso e Vicenza, per la prima volta da oltre un ventennio, rientrano nei limiti di legge attualmente in vigore. Belluno, anche grazie alla sua posizione geografica, conferma anche quest’anno la buona qualità dell’aria. Nel prossimo futuro servirà dunque approvare un nuovo “Piano regionale Aria” che recepisca la nuova Direttiva europea per adeguare i limiti normativi. A livello italiano, Legambiente rileva che i trend di riduzione del PM10 sono troppo lenti: 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi al 2030.