40 ANNI DI CHERNOBYL, UNO SHOCK MAI SUPERATO
Una centrale, un incubo, un nome che ancora fa paura. 40 anni fa tutto il mondo conobbe quello di Chernobyl. Pochi eventi hanno segnato così profondamente il proprio tempo, entrando con forza nell'immaginario collettivo.
Ciò che successe la notte del 26 aprile 1986, nella centrale nucleare di Chernobyl, 100 kilomentri a nord di Kiev, fu una catena di omissioni ed errori.
Un esperimento per valutare la tenuta dell'impianto in condizioni di emergenza effettuato, però, su una centrale in funzione, a poca distanza da centri abitati. Procedura assolutamente inconsueta, resa fatale da una catena di sbagli e limiti costruttivi.
Una sessantina le vittime ufficialmente riconosciute, sebbene nessuno sia mai riuscito quantificare le morti e i casi di tumori legati all'esposizione radioattiva.
Le stime arrivano anche a centinaia di migliaia di decessi imputabili alla catastrofe. Gran parte dell'Europa ne fu interessata ma l'Ucraina pagò il prezzo più alto, con l'interdizione dell'intero circondario della centrale e un sito altamente radioattivo da gestire.
Un disastro senza paragoni, che accelerò il disfacimento dell'Unione Sovietica e scavò una ferita nella fiducia collettiva verso l'energia nucleare. Una fiducia che oggi, a quattro decenni di distanza , non è stata ancora del tutto ripristinata.