GUERRA IN UCRAINA TRA DAZI, RAID E MUNIZIONI
Nel giorno seguente all’annuncio dei dazi americani, l’Ucraina ha subito l’ennesimo attacco missilistico al suo territorio. Un raid russo ha colpito la città natale del Presidente Zelensky, causando tre morti ed un ferito.
Inoltre gli ucraini devono fronteggiare uno smacco ulteriore da parte di Washington. Se infatti Kiev viene colpita dalla tariffa universale del 10% applicata a tutti i prodotti non “made in USA”, nella lista di Paesi raggiunti dalle nuove sanzioni americane manca la Russia.
Il motivo di questa esclusione, come dichiarato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, è che le precedenti sanzioni americane “precludono già qualsiasi tipo di scambio commerciale”.
Una mossa dettata dai freddi dati economici oppure un favore verso l’amico/nemico Putin dopo le polemiche dei giorni scorsi? Qualche sospetto è destato dal fatto che l’inviato speciale di Mosca, Kirill Dimitriev, si trovasse a Washington per discutere con l’omologo statunitense Witkoff.
Sul tavolo, trattative per la risoluzione del conflitto con l’Ucraina e prove di dialogo circa una futura, e fruttuosa, cooperazione economica tra Casa Bianca e Cremlino.
Nel frattempo, l’Unione Europea continua a cercare il suo posto al sole nella trattativa tra Trump, Putin e Zelensky.
La vicepresidente della Commissione Europea Kallas, ha rivendicato che l’Unione ha già fornito oltre un milione di munizioni a Kiev, il 50% di quanto promesso in un patto che prevedeva la fornitura europea di 2 milioni di munizioni per un valore di 5 miliardi di euro a favore di Kiev. L’Alta Rappresentante europea ha poi esternato il suo ottimismo riguardo le iniziative che i singoli paesi intraprenderanno oggi a Varsavia, dove si terrà un Consiglio informale sulla difesa.