ACCESSO AI SOCIAL, GIUSTO PORRE UN FRENO?
Per la prima volta un gruppo di famiglie italiane intenta una causa contro i colossi del web TikTok e Meta . Chiedo essenzialmente tre cose : verificare l’età di chi accede alle piattaforme , impedire agli algoritmi di generare dipendenza e informare gli utenti sui rischi per la propria salute proprio come avviene per alcolici e tabacchi. In Italia esiste già il divieto di accesso sotto i 14 anni alle piattaforme social , serve il consenso esplicito dei genitori. Inutile dire come sia facile per i nostri ragazzi eludere queste restrizioni. Sono tre milioni e mezzo i minori tra i 7 e 14 anni in Italia attivi sulle piattaforme social. La class action origina dopo la scoperta dei genitori di una ragazzina che a soli 12 anni si è tolta la vita. Nel suo telefonino sono stati rinvenuti una gran quantità di contenuti a sfondo depressivo o che incitavano all'autolesionismo. Anche il Presidente del Veneto Stefani da tempo propone uno stop all’uso dei social sotto i 14 anni sostenendo iniziative anche per le famiglie. La Federazione dei Comuni del Camposampierese in Alta Padovana ha da tempo attivato la patente per gli smartphone coinvolgendo quasi 4mila studenti e 6.541 genitori per un uso consapevole della rete. Australia e Francia hanno rispettivamente imposto uno stop annullando di fatto le iscrizioni alle piattaforme social ai minori di 16 e 15 anni .