IN VENETO TROPPI CONTRATTI PRIVI DI DIGNITÀ
Il mercato del lavoro in Veneto rallenta. Nel 2025 si registra un indebolimento delle assunzioni nella fascia 30-54 anni. Come sempre a farne maggiormente le spese le donne con un – 3% di attivazioni contrattuali. Il Governo parla di disoccupazione in diminuzione, di crescita occupazionale ma i dati sbugiardano gli annunci sensazionalistici. Altra preoccupante realtà, il continuo sottolineare la carenza di manodopera da parte delle aziende in cerca in ogni settore, ma poi chi assume realmente? In pochi e con contratti che rasentano lo sfruttamento. Il mercato regionale è infatti caratterizzato da molti contratti stagionali, specialmente nel turismo e agricoltura, oltre alla prevalenza di contratti full-time o part-time. Una situazione che non permette certo di metter su famiglia o di realizzare progetti futuri come anche semplicemente l’acquisto di una casa. Ecco perché cresce il numero di giovani veneti che abbandonano sia la ricerca di lavoro, i famosi inattivi e ragazzi e ragazze che a conclusione del percorso formativo scelgono di costruirsi un futuro emigrando all’estero proprio come hanno fatto le vecchie generazioni. Dignità salariale , possibilità di crescita personale, welfare sociale . Queste le motivazioni che spingono i giovani ad abbandonare il Veneto.