LA 308 ALLARGATA: “ERA ORA, MA NON FERMIAMOCI QUI”
Era il 21 maggio scorso, quando per la prima volta, proprio ai microfoni di Tv7 Triveneta, il presidente Stefani dichiarava questo, a proposito della Strada regionale 308: "Lavoriamo ad un raddoppio per stralci".
Dalle parole ai fatti: sono passati quattro mesi ed ecco il progetto. Il primo intervento sarà il raddoppio del tratto di 4 chilometri tra le uscite di Cadoneghe e di Bragni: l'imbuto più critico in cui le due corsie della tangenziale di Padova si immettono nella statale del Santo ad una sola corsi per senso di marcia. Inn questo preciso tratto, le rilevazioni di traffico rilevano il passaggio di oltre 12 mila mezzi all'ora tra le 7 e le 8 del mattino, il momento più critico, in cui la velocità media di percorrenza scende a 24 chilometri orari rispetto alla media di 74 negli altri tratti. Il comune di Cadoneghe, territorio in cui ricade l'intero tratto che verrà raddoppiato nei prossimi anni, non nasconde la gioia per un intervento atteso da vent'anni.
Parliamoci chiaro: il raddoppio di 4 chilometri non sarà risolutivo di tutti, i problemi della Nuova Statale del Santo, una strada che dovrebbe essere interamente raddoppiata ma per la quale servirebbe più di un miliardo di euro. Questo primo stralcio previsto da Veneto Strade e dalla regione porterà benefici concreti ad uno dei tratti più critici per il traffico. Col rischio, però, di spostare l'imbuto solo 4 chilometri più avanti.
Un primo passo, insomma, sperando che non rimanga l'unico e che anzi, le istituzioni pubbliche a nord id Padova continuino davvero a investire in infrastrutture: un asset fondamentale per sostenere l'economia e le attività del territorio, oltre che la mobilità dei cittadini. Dopo vent'anni di discussioni a vuoto, ci voleva uno dei sindaci della 308, allora primo cittadino di Borgoricco e oggi presidente della regione, per sbloccare finalmente la situazione concretamente.