MIGRANTI: PRIME VITTIME DEL CRIMINE ORGANIZZATO
Ennesimo fermo per droga realizzato dalle volanti della Questura di Padova . Ad essere bloccato intorno alle ore 20.00 martedì 14 aprile, a poca distanza dall’area del Portello tra via Belzoni e via Japelli un giovane 22enne di origini marocchine. Il giovane in sella a una bicicletta alla vista della pattuglia ha vistosamente aumentato l’andatura salendo anche sul marciapiede. L’atteggiamento ha insospettito gli agenti che hanno intimato l’alt al ragazzo. Il 22enne però ha tentato di seminare la volante gettando durante la fuga un involucro successivamente recuperato, all’interno del quale i poliziotti hanno rinvenuto otto dosi cocaina e un pezzo di ashish. Durante gli accertamenti è emersa la sua irregolarità sul territorio nazionale, precedenti penali per spaccio, oltre a 70 euro in contati presumibilmente frutto dell’attività di spaccio. Padova così come la sua provincia sono invase da fenomeni di questo tipo. Qualcosa evidentemente non funziona nel sistema accoglienza. Questi giovani finiscono sempre tra le fila della criminalità che li sfrutta come vittime sacrificali . Pesci piccoli che una volta arrestati ricevono una bella pacca sulla spalla perché la legge in Italia lo permette sminuendo l’impegno quotidiano delle Forze dell’Ordine. Inoltre misure come fogli di via e obblighi di rimpatrio sono davvero misure efficaci? Quanti fanno ritorno o scontano pene nei paesi d’origine? Ecco che forse serve investire non solo nel rafforzare l’organico di chi combatte il crimine o per le strutture detentive ma nel strappare alle mafie questi giovani disperati. Mancano lavoratori in ogni settore è possibile formare e inserire queste persone nel mondo del lavoro dato che spesso i nostri giovani certi lavori non li vogliono più fare. E’ possibile strappare dalla strada e dalle mani dello spaccio questi flussi di migranti dando loro dignità?