PADOVA, CALDO E SICCITÀ FANNO SOFFRIRE I FIUMI
Siccità e caldo rovente. Persistono le temperature sopra i 35 gradi e il Comune di Padova ha emanato delle misure di emergenza per sopperire alla mancanza d’acqua.
Lo scenario emerso dai dati di Arpav e Anbi Veneto è davvero critico. Il mese di luglio ha segnato un aumento delle temperature di 1,3 gradi rispetto alla media.
Il caldo estremo sta compromettendo la salute dei fiumi che stanno scendendo drasticamente. Il Brenta diminuisce del 42% mentre il Bacchiglione quasi del 70%.
Il Comune di Padova ha così proibito l’uso non essenziale dell’acqua. È vietato, dunque, il lavaggio di veicoli privati ed elettrodomestici all’aperto, riempire piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino. Vietato, infine, irrigare orti e giardini privati nelle ore diurne.
La crisi sta colpendo anche le campagne e per far fronte a ciò il Consorzio di bonifica Bacchiglione e gli altri enti del territorio hanno programmato riduzioni selettive e turnazioni dell’acqua programmate.
Alla luce di tutto questo, ribadiamo che il Veneto ha bisogno di bacini di accumulo. Questi sono una soluzione che consentirebbe di raccogliere l’acqua piovana e rilasciarla in questi periodi di siccità, sempre più frequenti.