UCCISE GIADA SULL’A4: ERGASTOLO PER ANDREA FAVERO
È stato condannato all'ergastolo, Andrea Favero. massimo della pena per il 39enne camionista di Vigonza, a processo davanti alla Corte d'assise del Tribunale di Padova con l'accusa di aver ucciso, nella notte tra il 28 e il 29 maggio del 2024, l'ex compagna Giada Zanola, con cui ancora conviveva. La ragazza, che con lui aveva all'epoca un figlioletto di soli tre anni, voleva lasciarlo. Lui, quella notte, secondo l'accusa l'aveva imbottita di psicofarmaci, l'aveva caricata in auto e poi, dal cavalcavia sopra l'autostrada, l'aveva gettata sull'A4 dove, travolta da auto e camion in transito all'alba, il suo copro era stato straziato.
La corte ha riconosciuto l'impianto accusatorio della Procura, che aveva chiesto l'ergastolo per l'imputato. Alla lettura della sentenza, ergastolo è stato, ma è caduto l'aggravante della premeditazione. Bisognerà attendere le motivazioni, entro i prossimi 90 giorni, per capire quali considerazioni abbiano fatto i giudici. Dopo quasi quattro ore di camera di consiglio, la famiglia di Giada, originaria del bresciano, si è lasciata andare alle lacrime, per la fine di un processo durissimo. A cominciare dal padre, che ha affidato il suo pensiero chiedendoci volutamente di non essere inquadrato.
La difesa di Favero aveva provato a smontare punto per punto, la tesi della procura. E qualche dubbio ai giurati dev'essere sorto, nella ricostruzione dei fatti, visto che la premeditazione è caduta. Ciò non è bastato però per l'imputato per evitare l'ergastolo, riconosciuto colpevole di omicidio volontario aggravato e violenza sessuale. Alla lettura della sentenza, due famiglie distrutte. Quella di Giada, certamente, ma tra le lacrime c'era anche il padre dell'imputato, presente nel retro dell'aula, incapace di darsi pace.