notizie / 27/03/2026 10:12

ZORZI UCCISE NICOLETA CON UN “ODIO SENZA LIMITI”

Un odio senza limiti. Una decisione meditata e messa in atto consapevolmente. Euna lunga agonia durante la quale il killer non ha avuto alcun ripensamento, anche se avrebbe potuto fermarsi.

Erik Zorzi ha ucciso la ex moglie, Nicoleta Rotaru, e ha fatto di tutto per sviare gli inquirenti e inscenarne il suicidio. Ma è stato tradito dalle conversazioni che la donna, da tempo, registrava di nascosto con il suo telefonino. Audio che in tribunale sono stati ascoltati lasciando tutti, compresa la corte d’assise di Padova, attoniti e sgomenti. Un vero e proprio “un femminicidio in diretta”: per questo Zorzi è stato condannato all’ergastolo.

Sono questi, i punti principali delle motivazioni del tribunale di Padova, seguite alla sentenza che il 23 ottobre scorso condannato all'ergastolo Erik Zorzi, il 44enne di Abano Terme responsabile dell'omicidio della moglie Nicoleta Rotaru, 39 anni, di origine moldava. 400 pagine di motivazioni dettagliate, in cui la corte d’assise ha ricostruito i mesi e gli episodi violenti che erano arrivati a sfociare, all'alba del 2 agosto 2023, nella ,morte della donna: strangolata a letto e poi portata di peso in bagno, sotto la doccia, per inscenarne un gesto estremo in realtà mai avvenuto.

Nessun dubbio, per i giudici togati e popolari, sul fatto che Zorzi avesse maturato la precisa volontà di uccidere Nicoleta. Un gesto intenzionale causato dal risentimento, dal sentirsi rifiutato dall’ex moglie, un gesto arrivato al culmine dell’ennesima lite nella casa che nonostante la separazione ancora condividevano, e durante il quale l’uomo ha avuto la vita della donna tra le mani per quasi dieci minuti, ma non ha mai smesso di stringere la cintura intorno al collo di lei. Un crescendo di odio riconducibile ad una sola cosa: la volontà di uccidere. Una scelta meditata, non d'impeto, ma non premeditata, secondo i giudici. Un ergastolo per omicidio, ma non un femminicidio vero e proprio come reato specifico: una fattispecie che è in vigore solo dal 17 dicembre scorso, ben dopo i fatti descritti, motivo per cui Zorzi è stato condannato per omicidio volontario aggravato, senza attenuanti.

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