“LA BASE DEL FINE VITA: LIBERTÀ DI POTER SCEGLIERE”
"È un passo importante per tutti i cittadini veneti, che devono avere certezza nelle risposte nel momento in cui chiedono di poter accedere alla morte volontaria assistita". Così l'associazione Luca Coscioni, che nei due giorni di discussione è stata sempre presente a palazzo Ferro Fini a Venezia, ha salutato l'approvazione del disegno di legge di iniziativa popolare sul fine vita. Il Veneto era stato la prima regione a raccogliere le firme, e a suo tempo anche la prima regione a portare il provvedimento in aula. Allora, due anni e mezzo fa, la legge venne però respinta, e nel frattempo solo regioni di centrosinistra l'avevano varata: Luca Zaia, paladino della battaglia allora, e simbolo della legge oggi, è andato avanti a testa bassa e alla fine ha ottenuto l'approvazione. Un testo profondamente diverso da quello di allora, ma che rappresenta comunque un punto di partenza.
Fino ad ora, si contano sulle dita di una mano i casi di persone che hanno richiesto e ottenuto, alle ULSS del Veneto, l'accesso alla pratica del suicidio assistito in Veneto. tra queste, anche Stefano Gheller, che però è mancato prima di poterne usufruire, ma che della sua battaglia aveva fatto un manifesto. Ci sono ancora molte lacune, nella legge veneta che oggi passa e segna un passo nuovo: i tempi di risposta della sanità regionale, su tutte. Ma è un traguardo, in ogni caso, che porta il nome di tutti coloro che si sono battuti in questi anni.