ALLARME IMPRESE, PURE GLI STRANIERI NON BASTANO PIÙ
In Italia c'è sempre più bisogno di lavoratori. E ci sarebbe sempre più bisogno di lavoratori stranieri, una fetta che tiene in piedi il sistema-paese ma che sta diventando sempre più introvabile.
L'analisi che facciamo oggi mette insieme due dati. Il primo ci dice che le imprese italiane fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate in 46 casi su 100: quasi la metà delle figure di cui la nostra economia avrebbe bisogno non c'è, e sempre più spesso questo è causato dal fatto che le competenze per cui i nostri giovani vengono formati non sono quelle di cui l'industria avrebbe effettivamente bisogno. I datori di lavoro italiani - sottolinea l'ultimo report di Unioncamere – quando aprono una posizione lavorativa impiegano mediamente quasi cinque mesi nel ricercare le figure giuste per riempire il posto disponibile, soprattutto in settori molto specifici come le costruzioni e la manifattura, meno spesso accade per i servizi e il turismo. Tempo prezioso che va sperperato, alla ricerca di figure che non ci sono.
E che molte aziende, soprattutto quelle di questi stessi settori che abbiamo citato, potrebbero facilmente reperire anche nella platea degli immigrati in Italia, alla ricerca di lavoro. Una fetta di occupati che in Italia continua a crescere, ma non abbastanza come dovrebbe: è questo il secondo dato che ci arriva oggi. Emblematico è il settore dell'assistenza alle persone: con il galoppante invecchiamento della popolazione, l'Italia ha sempre più bisogno di colf e badanti, ma sempre meno persone disponibili per coprire questi posti. Con il risultato che, stima il rapporto Ismu sulle migrazioni, nei prossimi due anni l'Italia avrà bisogno di almeno 60mila lavoratori domestici in più, figure che non riesce più a reperire. E pure nell'industria non va meglio, anzi: se le nostre fabbriche prevedono di assumere quasi 360 mila stranieri nei prossimi anni (quasi un quarto del totale) il 53% di questi è considerato "di difficile reperimento". Se l'occupazione cresce, quella straniera cresce a ritmo maggiore. Ma non abbastanza, insomma, da sostenere la domanda della nostra economia.