ASSALTO AL PORTAVALORI: BATTISTOLLI BERSAGLIATA
Scene da film si sono consumate ieri sulla statale Brindisi-Lecce già teatro nello stesso tratto di strada nel luglio 2024 di un assalto ad un portavalori da parte di un commando, valso un bottino di milioni di euro.
Questa volta la rapina è stata solo tentata perché la banda, composta da almeno sei persone, è rimasta a mani vuote; la modalità è però stata la stessa. Kalashnikov, tute bianche, maschere integrali, auto rubate, un furgone incendiato per bloccare la carreggiata, l’esplosivo piazzato sulla porta blindata del mezzo che è stato fatto esplodere. Il portavalori della Battistolli aveva appena caricato a Brindisi una cassaforte colma di denaro destinato alla Banca d’Italia di Lecce. Nel corso dell’inseguimento la banda ha sparato alcuni colpi contro una gazzella dei carabinieri, fortunatamente senza provocare feriti. Due uomini sono finiti in manette durante l’inseguimento nelle campagne circostanti, tra loro un ex militare paracadutista con una lunga esperienza nel battaglione San Marco. I due, entrambi foggiani, sono rimasti in silenzio nella caserma dopo la cattura. Le accuse sono di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Sono in corso le perquisizioni e i controlli a Foggia, città in cui si presume risieda la maggior parte delle persone coinvolte.
L’istituto di vigilanza vicentino, che negli ultimi due anni ha subito 14 assalti, nel confermare che la rapina non è riuscita ha rilasciato poche essenziali parole: “Episodi di questo tipo possono avere anche conseguenze psicologiche rilevanti: garantire il benessere dei collaboratori è per noi una priorità. Ribadiamo l’impegno per la sicurezza investendo in formazione, tecnologie e protocolli di prevenzione per tutelare i nostri lavoratori e ridurre il rischio di simili eventi”.