DANNI ALLA PISTA DA BOB, INDAGA LA CORTE DEI CONTI
La risoluzione positiva, contratti alla mano, del braccio di ferro tra Comune di Cortina, Fondazione e Simico non ha risolto tutti i problemi. Tanto che ora, anche la Procura della Corte dei Conti di Venezia vuole vederci chiaro e sulla pista da bob delle Olimpiadi invernali ampezzane ha aperto per la seconda volta un fascicolo d'indagine. La prima, era il 2023, aveva visto aprire un'inchiesta contro ignoti pere fare luce sui ritardi e il rischio che l'opera non si realizzasse nonostante le montagne di soldi pubblici fino a quel punto già investite. Poi il progetto per fortuna andò in porto, e l'inchiesta finì nel cassetto.
Oggi, però, si apre un secondo fronte per la magistratura contabile: un fascicolo per capire quanti e quali danni abbia riportato la pista da bob, che già dopo i giochi, a fine febbraio, era stata segnalata in condizioni di conservazione precaria, e soprattutto chi li rifonderà. Visto che all'orizzonte si agita anche lo spettro del danno erariale.
Il riassunto delle ultime puntate è il seguente: dopo le due settimane di giochi olimpici, lo Sliding Center sarebbe dovuto tornare nelle mani del Comune di Cortina, gestore dell'impianto. Solo che lo stato dell'impianto era stato giudicato critico: porte divelte, canaline buttate per aria, danni quantificati in milioni di euro. Chi deve pagare il ripristino della struttura prima che sia riconsegnata al Comune?
A questa domanda risponde il verbale di riconsegna siglato nei giorni scorsi, in cui si è messo nero su bianco che Cortina riavrà l'impianto in perfette condizioni e a pagare saranno Simico e Fondazione. Ma i giudici contabili ora si chiedono: questi danni al tracciato, sono normali o sono anomali, dopo sole due settimane di competizioni?
"Gli eventuali danni emersi", ha spiegato in una nota oggi la Società Infrastrutture Milano Cortina, Simico "i relativi costi saranno imputati ai diretti responsabili nelle forme di legge". La telenovela, insomma, non è ancora finita.