notizie / 19/08/2026 13:42

GETTONISTI, CHE CAOS: PRIMA LA PROROGA, POI RITIRO

Il governo annuncia una proroga dei gettonisti nei reparti di emergenza-urgenza per un altro anno, l'ennesimo dietrofront. Poi però ritira tutto, e il comma sparisce dal decreto varato da Palazzo Chigi a inizio agosto: ritiro definitivo, o attesa di scriverne uno modificato? È questo il giallo dell'estate: il provvedimento sulla pubblica amministrazione varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 7 agosto e dal quale, rispetto alle bozze circolate inizialmente, è sparita l’ennesima proroga (fino al 30 giugno 2027) dello stop ai medici a chiamata, che dunque rimane fissato al 31 luglio scorso.

Ma la sostanza rimane: il servizio sanitario nazionale e il bilancio dello Stato non possono più permettersi di coprire i buchi di organico in reparto con medici a cottimo strapagati, ma l'altra faccia della medaglia è una sanità che rischia di trovarsi svuotata di personale e costretta a ricorrere ad estremi rimedi per quei pochi (sempre meno) che vi lavorano.

Ad ora, lo stop perciò rimane: i contratti in essere tra le aziende sanitarie e le cooperative che gestiscono i medici a gettone andranno ad esaurirsi e non potranno più essere rinnovati. Cosa che comunque era prevista già un anno fa, esattamente a fine luglio 2025, quindi guai a dare questa pratica per definitivamente alle archiviata.

In Veneto, lo dicono i documenti ufficiali, c'è un numero di ore garantite dai medici a gettone ancora molto elevato, ma che varia notevolmente tra territorio e azienda sanitaria: complessivamente, un costo di oltere venti milioni di euro all'anno, che serve però per coprire l'assistenza minima garantita ai pazienti. Pronto Soccorso e Suem 118, l'emergenza-urgenza, sono tutt'ora i settori in cui maggiormente si ricorre a questo tipo di personale a chiamata, i cui maggiori impieghi di personale esternalizzato si concentrano nelle ULSS di Padova e Venezia, Euganea e Serenissima.

ma la domanda che tutti si pongono è: il sistema sarà in grado di reggere, una volta che i gettonisti usciranno definitivamente dagli ospedali? Il Governo ha infatti previsto lo smantellamento di questi contratti onerosissimi per le casse dello stato, ma non ha previsto adeguate contromisure per rimpiazzarne la forza lavoro. Le aziende locali, perciò, stanno studiando misure a breve termine per limitare i danni: il ricorso ai bandi per incarichi a libero-professionisti, cioè senza il tramite delle cooperative. In Veneto però gli organici sono inadeguati , in alcuni Pronto Soccorso i gettonisti coprono il 40%-50% del personale in servizio, e i concorsi per posti a tempo pieno vanno deserti perché gli stessi medici a gettone si guardano bene dal virare sul contratto pubblico, con cui lavorerebbero il quadruplo per la metà della paga.

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