IL PLESSO ALESSANDRO VOLTA COMPIE 100 ANNI
Che cosa resta di una scuola dopo cento anni di vita?
Restano le voci, i volti, i registri di un tempo, i banchi attraversati da generazioni di bambini. Resta soprattutto una comunità che, attorno alla scuola, ha costruito legami, memoria e futuro.
Il plesso “Volta” ha celebrato il suo centenario con una giornata capace di unire passato e presente. Protagonisti gli studenti, insieme agli ex alunni, ai docenti, al personale scolastico, alle famiglie e ai rappresentanti delle istituzioni. Spazio alle letture dei registri storici, a canti, momenti musicali e alle immagini proiettate sul maxischermo, con i disegni e i lavori realizzati dagli alunni di oggi.
Grande emozione anche per la dirigente scolastica, professoressa Francesca Ingrosso, che ha letto un messaggio di ringraziamento collettivo e sentito per le tante persone che hanno lavorato all’evento.
Uno dei momenti più sentiti è stato l’incontro tra generazioni. Gli ex alunni hanno raccontato ai ragazzi la scuola di un tempo, tra abitudini diverse, ricordi personali e piccoli episodi di vita quotidiana. Tra i passaggi più sorridenti, quello di nonno Mario, tornato per qualche minuto tra i banchi.
A chiudere la festa, il taglio della torta realizzata dalla maestra Meneghetti: una creazione che ha riprodotto nei dettagli la scuola “Alessandro Volta”.
Un secolo di storia e una giornata di comunità ricordano quanto la scuola pubblica e la cultura siano il cuore vivo del Paese. Un cuore che chiede attenzione, visione e risorse economiche adeguate. Investire nella scuola pubblica e negli insegnanti significa investire nel futuro dell’Italia, nel talento dei bambini e nella forza stessa delle nostre comunità.