INFORTUNI MORTALI: LE SOLUZIONI RESTANO SULLA CARTA
I dati del recente report Inail delineano un quadro preoccupante per il Veneto. Con quasi 72mila denunce di infortunio nel 2025 , le istituzioni venete devono interrogarsi sulla strada percorsa e sulle azioni messe in atto fin’ora per prevenire la piaga dei morti e infortuni sul lavoro, voce quest’ultima in crescita di circa 1.700 eventi d’infortunio rispetto all'anno precedente. Lo abbiamo ripetuto allo sfinimento, serve detassare i presidi di sicurezza, formare la manodopera spesso straniera che non parla ne legge in italiano e non conosce le normative nazionali, servono più fondi agli Spisal per aumentare gli organici e potenziare l'attività di vigilanza nelle imprese. C’è bisogno di impedire che dopo una certa età si possa proseguire a lavorare, questo almeno nei settori maggiormente a rischio, garantendo quindi pensioni dignitose. Padova purtroppo si conferma maglia nera, con un aumento di denunce oltre 14mila nell'ultimo anno e detiene anche il primato regionale per le malattie professionali. Tragico il dato delle vittime salite da 16 a 19, dato che posiziona il Veneto seconda regione a livello nazionale per incidenti mortali. Questi numeri che nella realtà sono padri, madri, figli e figlie che non torneranno più a casa dopo la giornata di lavoro urlano l’estremo bisogno di soluzioni.