L’ACQUA SEMPRE PIU’ A RISCHIO IN VENETO
Acqua sempre più a rischio in Veneto. Caso ormai noto quello della Miteni, indagini in corso per possibili sversamenti di sostanze inquinanti in falda durante la realizzazione degli oltre 92 km della Superstrada Pedemontana Veneta, lo stop chiesto per il progetto di ampliamento presentato della Silva , azienda di smaltimento rifiuti pericolosi e sanitari con sede a Montecchio Precalcino, per il possibile rischio delle falde dell’altovicentino da cui anche Padova pesca per il fabbisogno dei propri residenti. Ora alle situazioni citate si sommerebbe l’indiscrezione dei risultati delle analisi effettuate tra agosto e ottobre 2025 nei pressi del Termovalorizzatore nell’area di San Lazzaro in zona industriale a Padova con affaccio sul fiume Piovego a poca distanza dall’idrovia. Pare che dalle analisi sia emerso il superamento delle soglie di contaminazione nelle acque sotterranee dell’area a livello falda. I vertici dell’impianto attivo dal ‘62 cresciuto di due linee nel tempo hanno però ricordato che sono in corso i lavori per la realizzazione della 4 linea, che hanno imposto il momentaneo abbassamento di falda. Questo potrebbe aver causato l’ingresso di acqua inquinata in falda proveniente però da altrove. I tecnici Arpav stanno monitorando con attenzione la situazione che però al momento sembra non riguardi la potabilità delle utenze padovane dato che l’acqua padovana non viene pescata da falda ma dal vicentino proprio da dove partono i maggiori problemi.