notizie / 15/09/2026 09:16

LA LAGUNA RESTITUISCE ANCHE IL CORPO DI GABRIELLA

Dopo tre giorni di incessanti ricerche, rese difficili dall'acqua limacciosa della laguna, la marea che cambiava di continuo,l il movimento delle barche e le diverse profondità di fondale, il mare ha restituito, finalmente, il corpo di Gabriella Querino. Il cadavere della donna di 26 anni, dispersa da sabato mattina dopo l'incidente nel canale di Tessera, che è costato la vita anche al suo giovane sposo Sean Michieli, di 25 anni, è stato ritrovato alle prime luci della giornata di martedì. A segnalarlo, è stato un passante che ha segnalato un corpo nell'acqua all'altezza dell'isola di Campalto. La seconda segnalazione di avvistamento, dopo che la prima, intorno alle 23 di ieri sera, aveva rimesso in moto la macchina delle ricerche, che erano state interrotte al tramonto: una donna, chiamando il centralino dei Carabinieri, aveva segnalato la presenza di un corpo che galleggiava a Cannaregio, rimettendo in piedi le ricerche nonostante l'ora tarda e la visibilità pressoché assente. Nulla di fatto, fino a stamani, quando il mare ha restituito il corpo della seconda vittima dell'incidente. Il bilancio, drammatico, è perciò definitivo.

 

E ora ci si può concentrare perciò interamente sull'inchiesta, chiamata a fare luce sull'incidente nautico avvenuto sabato mattina nel canale che porta all'aeroporto. La procura di Venezia ha disposto l'autopsia sul corpo di Sean Michieli, e verosimilmente farò ora lo stesso con quello della moglie Gabriella. La pm titolare dell'inchiesta, un fascicolo per omicidio nautico che vede attualmente indagato il tassista, dovrà anche andare a ricercare segni sul barchino affondato che possano fornire una ricostruzione dell'accaduto: il tassista coinvolto, rispondendo agli inquirenti, aveva riferito che il barchino era spuntato all'improvviso, del buio, e che non aveva fatto a tempo a frenare il mezzo. E contrariamente a ciò che era trapelato inizialmente, pare che dei testimoni ci siano, almeno tre persone che potrebbero riferire elementi utili. I primi sarebbero i due turisti americani che si trovavano proprio a bordo del taxi coinvolto nell'incidente, e che era diretto all'aeroporto: dopo lo schianto, mentre partivano i soccorsi, i due sarebbero stati caricati da un altro motoscafo di passaggio (guidato, per l'appunto, dal potenziale terzo testimone) per permettere loro di raggiungere il Marco Polo in tempo. Una serie di dettagli che i magistrati cercano di chiarire, per dare una dinamica e un senso - oltre che per stabilire eventuali colpe - alla morte dei due giovani sposi.

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