MORTE DI CHIARA, UN RICORSO PUÒ RISCRIVERE IL CASO
Non basta la richiesta di non luogo a procedere per il piccolo che gettò la statuetta dal terrazzo ai Quartieri Spagnoli, colpendo mortalmente Chiara Jaconis. I genitori del piccolo fanno ricorso in Appello e ottengono un punto a favore: l'accoglimento di una esame che potrebbe rappresentare una svolta, nel caso della morte della giovane padovana.
La corte d'Appello minorile di Napoli, ha infatti accolto la richiesta di una perizia che dovrà stabilire e ricostruire la traiettoria dei due oggetti caduti dall'alto. Un dettaglio non secondario, e che si lega a doppio filo al procedimento pendente al tribunale ordinario, rappresentando una potenziale riapertura del caso.
I genitori, infatti, sono stati rinviati a giudizio per negligenza, perché secondo la Procura di Napoli erano a conoscenza dei pregressi comportamenti pericolosi del figlio - non nuovo a quel tipo di comportamento - e non avrebbero fatto abbastanza per vigilare ed evitare la tragedia, consumatasi il 17 settembre di due anni fa. Il processo a loro carico dovrebbe iniziare il 23 ottobre davanti al giudice monocratico, ma questo ricorso al minorile può ora sparigliare le carte. Perché il figlio, di fronte alla magistratura, era stato giudicato responsabile dei fatti, era stato lui a lanciare gli oggetti dal terrazzo di Santa Teresella degli Spagnoli (e non era la prima volta) ma non era imputabile in quanto all'epoca aveva solo 13 anni. Posizione sottoscritta dal pm e certificata dal GUP in primo grado, ma contro cui la famiglia ha fatto ricorso: contestando la versione del figlio responsabile del fatto, e chiedendo una nuova perizia, i genitori provano infatti a smontare l'accusa a loro carico. E la corte d'appello minorile, che poteva anche rigettare questo reclamo, l'ha invece accolto, aprendo una nuova strada processuale. E una nuova ferita, nella famiglia di Chiara, costretta dopo due anni ancora ad attendere giustizia, in un caso in cui, fino ad ora, nessuno si è mai preso le proprie responsabilità.