PSICOLOGO DI BASE: ECCO LA PRIMA PROPOSTA IN VENETO
Via al progetto dello psicologo di base: il Veneto lancia per la prima volta la proposta della psicologia territoriale. Diventa così realtà, o per lo meno proposta di legge, una delle promesse che Alberto Stefani aveva messo nel suo programma per le regionali in campagna elettorale. Il presidente della regione ha depositato in Consiglio regionale la proposta di istituzione del servizio di psicologia territoriale, un servizio che lavori a stretto contatto con i medici di famiglia e con le case di comunità per intercettare il disagio e i bisogni psicologici sin dal principio, e poterli così affrontare.
Quello della saluta mentale è in effetti un tema che soprattutto dopo la pandemia si è fatto sempre più sentire, e soprattutto tra i giovani. I dati dicono che tra chi si rivolge ad un medico di medicina generale, quasi uno su quattro abbia (che ne sia cosciente o meno) un disturbo psicologico significativo. Ma solo una minima parte di essi, tuttavia, accede poi ai servizi specialistici. Questo significa che una larga parte del disagio resta sommersa o si traduce in un utilizzo improprio di altre risorse sanitarie, pronto soccorso in primis. La proposta di legge vuole introdurre in modo strutturato la figura dello psicologo di base, gratuito e alla portata, all'interno della medicina territoriale e nelle Case di Comunità. Servizio che sarà sostenuto con i fondi della sanità regionale, e organizzato dalle Ulss.
Una priorità non più rinviabile per il sistema sanitario e per le istituzioni, spiega Stefani, dato che il covid si è inserito un quadro già instabile amplificando ansie, depressioni e isolamento, specie tra i giovani, gli anziani e le persone vulnerabili.