TUTELE E ATTENZIONI, PER GLI ORFANI DEI FEMMINICIDI
Se sul tema del femminicidio, l'Italia è arrivata negli ultimi anni ad avere una nuova sensibilità tanto da farne un tema caldo dell'opinione pubblica e ad istituirne persino uno specifico reato, c'è un effetto collaterale strettamente collegato a questo fenomeno ma di cui, ancora oggi, si sa troppo poco. Ed è quello degli orfani, dei femminicidi: bambine e bambini che in un colpo solo perdono la madre, vittima, e il padre, in carcere o spesso suicida. Orfani speciali, per i quali da tempo si sono cominciate a battere numerose entità della società civile. Se ne è parlato in un convegno a Padova a cui hanno partecipato tutti gli enti coinvolti, dagli psicologi, agli assistenti sociali, ai magisrati+. E c’era anche Giuseppe Dalmonte, che nel 1997, quando aveva 18 anni, rimase orfano della madre Olga, uccisa dall'ex marito dopo anni di volenze domestiche.
Giuseppe Dalmonte, in prima persona, ha fondato l'associazione Olga per occuparsi di orfani come lui. Persone che oltre ai genitori perdono la capacità di sognare una vita normale e felice, soprattutto persone che vanno prese, accudite e sostenute quando si spengono i riflettori, che oggi ci sono, sul drammatico fatto di cronaca.
Negli anni, l'associazione Olga ha lavorato anche col parlamento, e con la commissione Femminicidio del Senato della repubblica, proponendo un lavoro trasversale nella lotta alla violenza di genere e spingendo per l'introduzione di piccoli dettagli normativi, ma che possono fare un'enorme differenza nel contesto di vita, e nel percorso di ritorno ad una certa normalità, di questi giovani.