TV7 NEXT - DATA CENTER: MENO CALORE SPRECATO
I computer sono sempre più potenti, ma una parte enorme dell’energia che utilizzano finisce dispersa sotto forma di calore. È uno dei grandi problemi della crescita digitale, soprattutto in un momento in cui intelligenza artificiale e data center richiedono capacità di calcolo sempre maggiori.
Un gruppo di ricercatori dello SLAC National Accelerator Laboratory e della Stanford University ha sviluppato un metodo per misurare con precisione l’energia dissipata in calore all’interno di un sistema elettrico. Secondo Stanford, la tecnica potrebbe aiutare a progettare computer e dispositivi elettrici più efficienti.
COMPUTER E DATA CENTER: IL CALORE COME SPRECO
Ogni dispositivo informatico consuma energia. Una parte serve al calcolo, all’archiviazione e al trasferimento delle informazioni. Una parte, però, viene persa sotto forma di calore. Nei singoli dispositivi questo può sembrare un problema tecnico. Nei data center diventa una questione energetica di grande scala.
I data center sono le infrastrutture fisiche che permettono il funzionamento di molti servizi digitali, compresi sistemi di intelligenza artificiale, piattaforme cloud e applicazioni online. Più cresce la domanda di calcolo, più cresce anche il bisogno di energia e raffreddamento.
La ricerca Stanford-SLAC parte da un problema concreto: misurare la dissipazione energetica nei dispositivi informatici è molto difficile, anche perché persino i personal computer contengono miliardi di transistor, dove l’energia può disperdersi in calore attraverso meccanismi complessi da tracciare.
Per questo la ricerca sulla dissipazione energetica è importante. Non si tratta solo di costruire computer più veloci, ma di capire come ridurre lo spreco generato dai processi interni dei dispositivi.
COMPUTER PIÙ EFFICIENTI: MISURARE PER CONSUMARE MENO
Il lavoro Stanford-SLAC utilizza cristalli liquidi come modello per osservare come un sistema elettrico perda energia sotto forma di calore. I ricercatori hanno sviluppato una tecnica per misurare questa dissipazione e, ottimizzando il modo in cui l’energia viene applicata, hanno ridotto il calore sprecato di oltre il 60 per cento.
Il risultato non significa che tutti i computer consumeranno subito il 60 per cento in meno. Significa, però, che comprendere con maggiore precisione i meccanismi dello spreco energetico può aprire la strada a dispositivi più efficienti.
Il tema è particolarmente rilevante nel dibattito sull’intelligenza artificiale. Spesso si parla di algoritmi, modelli linguistici e nuove applicazioni. Molto meno si parla dell’infrastruttura materiale che sostiene tutto questo: server, chip, sistemi di raffreddamento, reti elettriche e consumo energetico.
La sostenibilità digitale non può quindi limitarsi a comprare energia rinnovabile. Deve intervenire anche sulla progettazione dei dispositivi, sull’efficienza del calcolo e sulla riduzione degli sprechi. Se ogni nuova generazione di strumenti digitali richiede più energia, la vera innovazione sarà riuscire a fare di più consumando meno.
Il futuro dei computer potrebbe non essere solo più potente. Potrebbe essere più sobrio. Una parola che nel mondo della tecnologia non suona sempre affascinante, ma che di questi tempi rischia di essere molto innovativa.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.