notizie / 02/03/2026 17:03

TV7 NEXT - ETIOPIA: IL BOOM DELL'AUTO ELETTRICA

Nel 2024 l’Etiopia ha introdotto il primo divieto nazionale al mondo sull’importazione di auto termiche. Una decisione radicale che molti osservatori avevano accolto con scetticismo.
A un anno di distanza, i numeri raccontano una storia diversa.

Una scelta economica prima che ambientale

Il contesto era critico. Il paese spendeva fino a sei miliardi di dollari l’anno in carburante importato. Con riserve di valuta estera in calo e un reddito medio mensile di circa 50 dollari, il costo della benzina – vicino a un dollaro al litro – rappresentava un peso insostenibile.
La transizione all’elettrico è stata quindi una risposta finanziaria, più che ideologica.
A fine 2025 risultano circa 115.000 veicoli elettrici in circolazione, pari all’8,3% del parco auto nazionale. I costi operativi sono drasticamente inferiori:
ricarica media mensile: 4 dollari
costo medio benzina: 27 dollari al mese
Per le famiglie urbane, la differenza è strutturale.

Il ruolo della diga GERD

La Grand Ethiopian Renaissance Dam, inaugurata ufficialmente nel settembre 2025, rappresenta il cuore del sistema. Con una capacità installata di circa 6 gigawatt, ha raddoppiato la produzione elettrica nazionale.
L’Etiopia non solo copre il proprio fabbisogno interno, ma esporta energia verso Kenya, Tanzania e Gibuti. Il surplus energetico trasforma una fragilità storica – la dipendenza dal petrolio – in un asset strategico.

Le criticità ancora aperte

La rete di ricarica resta concentrata nelle aree urbane. Circa il 45% della popolazione rurale non dispone di accesso stabile all’elettricità. I meccanici specializzati sono pochi e i ricambi per i modelli cinesi arrivano con lentezza.
La dipendenza tecnologica dalla Cina è un altro elemento da monitorare. La maggior parte dei veicoli elettrici è prodotta da aziende come BYD e Chery, con filiere e manualistica spesso non localizzate.
Il governo, tuttavia, mantiene l’obiettivo ambizioso di 500.000 veicoli elettrici importati ogni anno entro il 2032.
Un modello esportabile?
L’Etiopia elettrica non è replicabile ovunque. Le condizioni iniziali – bassa motorizzazione, abbondante energia idroelettrica, forte pressione valutaria – hanno reso possibile una decisione drastica.
Ma il caso dimostra che la transizione energetica può essere guidata da motivazioni economiche concrete, non solo da obiettivi climatici.
E quando il cambiamento conviene, accelera.

Servizio a cura di Claudia Chasen - Redazione TV7

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