CARACAS LIBERA PRIGIONIERI, SI SPERA PER TRENTINI
Il regime di Caracas annuncia la liberazione di “un numero importante” di prigionieri politici e per Alberto Trentini, ora, si torna a sperare. Anche perché tra i rilasciati ci sono due italiani: l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista Biagio Pilieri. Un segnale che riaccende la speranza anche per Trentini.
46 anni, cooperante, Trentini è stato arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure mentre lavorava per la ONG Humanity and Inclusion. Da allora è detenuto nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo, a Caracas. Nessuna accusa, nessun processo. Solo il silenzio di un regime che, secondo l’Italia, utilizza la diplomazia degli ostaggi per ottenere legittimazione internazionale.
A Roma la Farnesina segue il dossier con la massima attenzione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in contatto con l’ambasciatore italiano a Caracas, la rete consolare e rappresentanti della Chiesa e della società civile. L’obiettivo, fanno sapere dal governo, è accelerare il rilascio di tutti i connazionali detenuti.
Intanto, a Lido di Venezia, la famiglia di Alberto attende. Sul balcone della casa resta appeso lo striscione “Alberto Trentini libero”, simbolo di una battaglia lunga quasi quattordici mesi. I genitori, Ezio e Armanda Colusso, mantengono il silenzio: prudenza, attesa, nessuna dichiarazione, in attesa di notizie definitive.
Secondo le organizzazioni per i diritti umani, in Venezuela restano 863 prigionieri politici, 86 dei quali stranieri o con doppia cittadinanza. Tra loro c’è ancora Alberto Trentini. Oggi, però, per la prima volta dopo mesi, la speranza sembra un po’ più concreta.