MAREE A MAGGIO, LA NUOVA NORMALITÀ: MOSE IN ALLERTA
L'alta marea fuori stagione ormai, a Venezia, è tutt'altro che una notizia. Cambia il clima, cambino i venti e aumentano sempre di più le portate d'acqua in laguna con i continui scavi del fondale. E il Mose, ahinoi, a poco a poco si dimostra sempre meno efficace nella maniera in cui è stato progettato, perché è ovvio che se le alzate diventano praticamente quotidiane, e durano per mesi e mesi ogni anno invece che difendere Venezia in poche sporadiche giornate di alta marea eccezionale, il sistema chiude e sbarra la Laguna e l'economia marittima ne risente.
Così potrebbe avvenire anche in questi giorni, tanto che le squadre del Mose sono in pre-allarme e le dighe potrebbero tornare ad alzarsi. L'acqua alte a maggio, ormai, non sorprende più e nei prossimi giorni, tra giovedì e venerdì almeno, sono previsti picchi che potrebbero arrivare anche a 105 centimetri. Qualche criticità potrebbe registrarsi però anche sabato, se soffierà ancora lo scirocco. In una stagione che, fino ad oggi, ha visto sollevarsi le paratoie già 47 volte, tra settembre e febbraio. L'ennesimo record storico, che ogni anno viene ritoccato verso l'alto: nel solo 2026 le dighe hanno già registrato 30 sollevamenti, altro primato da aggiornare al rialzo.
E allora le discussioni sul controverso futuro del sistema di dighe mobili entrano a piè pari anche - e inevitabilmente - nella campagna elettorale veneziana. Gli otto candidati ci hanno raccontato le loro diverse ricette per lavorare alla salvaguardia di Venezia, e voi potete riascoltarli da casa tutti i giorni collegandovi al sito www.gruppotv7.com e rivedendo le puntate del nostro approfondimento "Il doge per Venezia", che racconta i candidati sindaco e i loro programmi e che va in onda, ve lo ricordiamo, tutti i gironi dopo i telegiornali di Tv7, alle ore 14 e alle ore 20, e poi anche alle 6.40 del mattino e alle 16.15 tutti i pomeriggi, fino al termine della campagna elettorale.
Campagna in cui, però, entra anche la questione del destino professionale, dei tecnici del Mose. In teoria, il loro futuro prevede il passaggio nella nuova società Mose engineering, che il Consorzio ha costituito per poi cederla all'Autorità per la laguna. Solo che tra le ben note problematiche di liquidità del Consorzio, e gli inghippi tecnici del passaggio di consegne, molti fondi sono bloccati e autorità e commissario sono alla ricerca di una soluzione.